DONNE NEL TEMPO, di Daniela Zini

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DONNE NEL TEMPO, di Daniela Zini

Messaggio Da Irene Battaglini il Ven Set 07, 2012 1:58 pm


DONNE NEL TEMPO
È nata in inverno,
ha vissuto in inverno per partire, infine, in inverno.
Non a caso aveva freddo.

FORUGH FARROKHZAD
una, nessuna, centomila

di
Daniela Zini




Dopo

La morte mi coglierà
Un giorno di primavera risplendente di luce,
Un giorno d’inverno polveroso e distante,
Un giorno d’autunno vuoto di grida e di clamori.

La morte mi coglierà un giorno,
Uno di questi giorni dolciamari,
Un giorno vano come gli altri,
Ombra di oggi e di ieri.

Corridoi bui i miei occhi,
Gelidi marmi le mie gote.
Su di me calerà repentino sonno,
Sarò incapace di grida di dolore.

Liberate dall’incantesimo della poesia,
Le mie mani scivoleranno, lentamente, sui miei quaderni.
Ricorderò che, un tempo, nelle mie mani
Arse la fiamma della poesia.

Incessantemente la terra mi chiamerà a sé,
Giungeranno per seppellirmi nella mia fossa.
Oh! Forse, a mezzanotte, i miei amanti
Deporranno rose sulla mia infelice tomba.

Dopo di me, repente si leverà
Lo scuro sipario sulla mia vita.
Occhi indiscreti frugheranno
Tra le mie carte e i miei quaderni.

Dopo di me una straniera, con il mio ricordo,
Verrà nella mia piccola stanza.
Sullo specchio si troveranno ancora
Un capello, l’impronta di una mano, un pettine.

Sarò affrancata da me, sarò superata da me.
Tutto ciò che era stato, sarà disfatto.
Come la vela di una barca all’orizzonte,
Il mio spirito si allontanerà, si celerà.

Impazienti, i giorni, le settimane e i mesi
Si susseguiranno gli uni agli altri.
Invano, i tuoi occhi fisseranno gli occhi delle strade,
Nell’attesa di una lettera.

Ormai la terra, la madre terra,
Serrerà il mio corpo senza vita!
Privato di te, separato dai battiti del tuo cuore,
Il mio cuore marcirà là sotto la terra.

Dopo, pioggia e vento scoloreranno, a poco a poco,
Il mio nome dalla lapide.
La mia tomba resterà ignota,
Dalla fama e dallo sprezzo riscattata.


Forugh Farrokhzad, Ribellione
Tehran 5 gennaio 1935 - Tehran 14 febbraio 1967
traduzione dal persiano di Daniela Zini




Fu intorno ai dodici anni che ebbe fine il sistema di selezionare i libri da leggere ed ebbi libero accesso alla biblioteca.
Secondo mio padre, dovevo decidere da sola quello che dovevo leggere: la letteratura era la mia grande passione e la letteratura doveva essere accettata con tutti i suoi rischi.
Dovevo apprendere a leggere con discernimento, a dare giudizi non influenzati, a non entusiasmarmi perché erano libri di successo, né a giudicare negativamente per l'avversa recensione di qualche critico.
Dovevo apprendere a esprimermi con il minore numero di parole possibile.
Questi sono stati i precetti di mio padre e questa fu l'impostazione culturale che lui mi suggerì.
Perché Forugh Farrokhzad? LEGGI TUTTO L'ARTICOLO NEL PDF ALLEGATO


Daniela Zini
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